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| A Guardialfiera presepe vivente con diretta della Rai |
| Arte e Cultura |
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Nel duplice collegamento Rai, sono state rilevate e percepite sensazioni di brivido che pongono interrogativi e che si fanno riflessioni sulla loro condizione, sulle precarietà e sulla loro presenza nella società e nella storia. Giovani che nel Presepe avvertono il bisogno di guardare il cielo, ma che nella vita non possono gioire del lavoro che manca e del nulla che hanno. Il presepe, tenacemente sospirato e potenziato dal gruppo direttivo della locale Pro Loco e dal gruppo di giovani collaboratori, non è a Piedicastello solo la celebrazione di un ricordo. E’ una profezia. Nel presepe il senso della civiltà imbocca un’altra direzione. Dio “il Grande”, scende verso il basso, verso gli umili, gli sguarniti. E mentre i potenti ed i prepotenti mantengono la “pace” nel mondo con bombardieri e intrallazzi, nel presepe cade un granello di vita nuova. “Dio – ha osservata Ermes Ronchi a Natale – entra nella mangiatoia dal punto più basso e raggiunge ogni scoraggiato, ogni anonimo e, assieme a Maria, li avvolge di una nuvola di canto e di speranza”.
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GUARDIALFIERA _ “Il presepe in diretta” da Guardialfiera ha suggestionato ed imposto quest’anno l’annuale riflessione intorno allo slancio, alla costanza ed all’estro dei giovani, sensibili, intelligenti, ancora entusiasti ed impegnati da 25 anni nelle scene di “Piedicastello”.
