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| Sanità: si fermi l'integrazione Cardarelli-Cattolica |
| Politica Molise |
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Nessuno può persistere con decisioni verticistiche nella gestione di un settore così delicato per il Molise, con colpi di mano e decreti assunti senza alcun confronto pubblico, in assenza di chiarezza di bilancio, di obiettivi di razionalizzazione e di contenimento dei costi. L’ASREM fermi l’integrazione CARDARELLI-CATTOLICA perché c’è prima da capire qual è il nuovo piano sanitario regionale, in che modo si riorganizza la sanità pubblica e quale offerta specialistica e di eccellenza è in grado di offrire la sanità privata. Con la Fondazione “Giovanni Paolo II” che è subentrata con tanti punti oscuri nella gestione della Cattolica bisognerà aprire un confronto per accertarsi se intende investire su alte professionalità, su macchinari d’avanguardia, su punte di eccellenza nella cardio-chirurgia e nell’oncologia, o se c’è un disegno molto più modesto che mira a fare cassa con operazioni immobiliari, di fitto e gestione integrata non della sanità ma delle strutture fisiche.
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noi malati scritto da tumorando, 11 febbraio 2012
Finalmente qualcuno che si preouccupa dei pazienti e non di operazioni immobiliari. Noi assidue frequentatrici della Fondazione, purtroppo e per fortuna, corriamo il rischio di non avere al nostro fianco quella che per noi è un angelo, un oncologa con un'anima, rassicurante, professionale, attenta, amorevole...Cosa c'è dietro questo disegno di fusione di due strutture? per noi pazienti molisani è giunto il momento dei viaggi della speranza?Abbiamo l'eccellenza in regione e dobbiamo rivolgerci altrove? Pensateci...
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CAMPOBASSO _ Sulla sanità niente scorciatoie, il confronto si tenga alla luce del sole e nelle sedi istituzionali preposte coinvolgendo gli operatori del comparto, i comuni, le confederazioni sindacali, le associazioni, i comitati spontanei, le forze sociali e gli amministratori locali. Sulla questione ho trasmesso un esposto al Ministro della Salute Renato Balduzzi, alle Commissioni d’inchiesta insediate presso la Camera dei Deputati e presso il Senato, alle Commissioni Parlamentari responsabili in materia sanitari e alla struttura commissariale. A quattro anni dal commissariamento del sistema sanitario regionale bisogna fare il punto sui risultati ottenuti, sulle spese, sul numero di posti letto tolti agli ospedali pubblici e assegnati parzialmente alle cliniche private, sulla soppressioni di servizi essenziali, sul taglio di prestazioni e sulla mancata attuazione del Piano Sanitario Regionale.
